I.T.I.S. Magistri Cumacini 
I.T.I.S. Magistri Cumacini

REGOLAMENTO D'ISTITUTO

SOMMARIO

PRINCIPI GENERALI DISPOSIZIONI GENERALI SUL FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANI COLLEGIALI
Capo I: GLI ORGANI COLLEGIALI Capo II: IL CONSIGLIO D'ISTITUTO Capo III: LA GIUNTA ESECUTIVA Capo IV: IL COLLEGIO DEI DOCENTI Capo V: IL COMITATO PER LA VALUTAZIONE DEL SERVIZIO DEI DOCENTI Capo VI: IL CONSIGLIO DI CLASSE Capo VII: IL COMITATO STUDENTESCO GLI STUDENTI
Capo I: I DIRITTI DEGLI STUDENTI Capo II: I DOVERI DEGLI STUDENTI Capo III: DIVIETI Capo IV: ALUNNI MAGGIORENNI Capo V: DISCIPLINA I DOCENTI
Capo I: DIRITTI ED OBBLIGHI Capo II: DISPOSIZIONI RELATIVE ALL'ORGANIZZAZIONE E ALLO SVOLGIMENTO DELL'ATTIVITÀ DIDATTICA

PRINCIPI GENERALI

Il Regolamento d'Istituto è approvato dal Consiglio d'Istituto con delibera n.... del.....ed è redatto nel rispetto della Costituzione, delle leggi vigenti ed in particolare del D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249 (“Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria”).
Art. 1: Ambito di applicazione
  1. Il presente regolamento si applica a tutte le componenti scolastiche, docenti, personale non docente, alunni, genitori e tutti coloro che, occasionalmente, possono trovarsi nell'Istituto.
  2. Per Istituto si intende l'edificio principale, i laboratori esterni e l'area circostante delimitata dalla recinzione. Quest'ultima non è adibita alla circolazione dei veicoli ma ha esclusivamente funzione di parcheggio: pertanto vi sono ammessi solo i percorsi per raggiungere e lasciare i parcheggi.
Art. 2: Le libertà
  1. Nell'Istituto tutte le componenti godono della libertà di opinione, di associazione, di riunione, di espressione, secondo il dettato costituzionale e nel rispetto delle leggi vigenti.
Art. 3: Rapporti interpersonali
  1. I rapporti tra gli studenti, i genitori, i docenti, il personale non docente devono essere improntati alla correttezza e al rispetto reciproco che derivano dalla consapevolezza di partecipare, ciascuno nel proprio ambito e con le proprie specificità, al processo educativo degli alunni.
Art. 4: Articolazione dell'orario
  1. L'orario dell'attività didattica si articola sia sulle ore antimeridiane sia su quelle pomeridiane per un massimo di otto unità orarie. Nella mattinata le lezioni curricolari si svolgono per la durata massima di cinque unità orarie, con un intervallo fra la terza e la quarta unità di quindici minuti. Le lezioni pomeridiane si svolgono per la durata massima di quattro unità orarie. È prevista una pausa per il pranzo di cinquantacinque minuti al termine della quarta o quinta unità.
  2. Durante la pausa per il pranzo l'attività didattica è sospesa. Qualora gli alunni si allontanino dall'Istituto in tale periodo di tempo la scuola non risponde di incidenti o di fatti illeciti a loro accaduti o da loro provocati.
Art.5: Sciopero ed esercizio dei diritti sindacali del personale
  1. In caso di sciopero del personale della scuola, l'Istituto resta comunque aperto, anche se non può essere garantito il regolare svolgimento delle lezioni. Il Dirigente scolastico avrà cura di informare preventivamente le famiglie dello sciopero tramite opportuna comunicazione agli studenti.
  2. In caso di partecipazione del personale della scuola ad assemblee sindacali, il Dirigente scolastico avviserà con anticipo le famiglie dell'ingresso posticipato o dell'uscita anticipata degli alunni.
Art. 6: Comunicazioni e rapporti con le famiglie
  1. All'inizio dell'anno scolastico il Dirigente scolastico comunica alle famiglie l'orario di ricevimento settimanale di ogni docente. La prenotazione del colloquio mediante accesso al sito dell'Istituto attribuisce il diritto di essere ricevuti con precedenza.
  2. Nell'ambito della programmazione annuale il Collegio dei docenti individua la data di un ricevimento generale di tutti i docenti da effettuarsi in un pomeriggio dopo il termine del primo quadrimestre. Parimenti nella stessa sede viene stabilita la data dell'incontro di fine anno scolastico con i genitori per i chiarimenti e le indicazioni sui debiti formativi degli alunni.
  3. La segreteria didattica dell'Istituto provvede mensilmente a comunicare alle famiglie, mediante servizio postale, le assenze o i permessi di entrata posticipata o uscita anticipata degli alunni qualora queste siano in numero superiore a cinque non consecutive.
  4. Le verifiche scritte sono documenti pubblici. Non possono essere portate a casa dagli alunni. I genitori e gli alunni che sono interessati a prenderne visione possono richiedere per iscritto la fotocopia.
Art. 7: Accesso ai documenti amministrativi
  1. Ai genitori, ai rappresentanti legali degli alunni, agli alunni maggiorenni e a chiunque abbia un interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti è garantito il diritto di accesso ai documenti amministrativi secondo le modalità previste dalla L. 7/8/90 n.241.
  2. È considerato documento amministrativo ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni, formati dalle pubbliche amministrazioni o, comunque, utilizzati ai fini dell'attività amministrativa (Art. 22 L. 241/90).
  3. Il diritto di accesso si esercita mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi. L'esame dei documenti è gratuito. Il rilascio di copia è subordinato soltanto al rimborso del costo di riproduzione, salve le disposizioni in materia di bollo, nonché i diritti di ricerca e di visura (Art. 25 L. 241/90).
  4. La richiesta di accesso ai documenti deve essere motivata. Trascorsi inutilmente trenta giorni dalla richiesta, questa si intende rifiutata. Contro le determinazioni amministrative concernenti il diritto di accesso è proponibile ricorso, nel termine di trenta giorni, al Tribunale Amministrativo Regionale (Art. 25 L. 241/90).
Art. 8: Divieto di turpiloquio
  1. Nell'Istituto sono vietati il turpiloquio e la bestemmia. Tali comportamenti verranno sanzionati con provvedimenti disciplinari adottati dal Dirigente scolastico con interventi adeguati alla gravità del comportamento e, se si tratta di alunni, dagli insegnanti mediante nota sul registro di classe o, nel caso di reiterazione, dal Consiglio di classe
Art. 9: Divieto di fumo
  1. In tutto l'edificio è vietato fumare. I trasgressori saranno puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria non inferiore a € 25 e non superiore a € 250. (L. 584/75 e successive modificazioni). Tale importo è raddoppiato qualora la violazione sia commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o in presenza di lattanti o bambini fino a 12 anni (Art. 52 Legge Finanziaria 2002, comma 20).
  2. È vietato ai minori degli anni sedici di fumare in tutta l'area dell'Istituto. I trasgressori saranno puniti con sanzione amministrativa da € 6.20 a € 20.66 (Art. 25 R.D. n. 2316/34, modificato dal D.L.n.507/99).
  3. Il Dirigente scolastico provvede alla nomina dei funzionari incaricati di vigilare sull'osservanza del divieto. Detti funzionari hanno l'obbligo di accertare le infrazioni e di verbalizzarle su appositi moduli di contestazione, che conterranno anche le modalità di pagamento della sanzione. Coloro che, pur essendo preposti al controllo dell'applicazione della normativa anti fumo, non fanno rispettare le singole disposizioni, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 200 a € 2000 (Art. 52 Legge Finanziaria 2002).
  4. Il Dirigente scolastico è tenuto a far apporre i cartelli di divieto completi delle indicazioni seguenti:
    • Divieto di fumo
    • Norma che impone il divieto (L. n.584/75)
    • Sanzioni applicabili
    • Nominativo del funzionario/i preposto/i alla vigilanza sul divieto.
Art. 9 bis: Comportamento degli studenti
  1. È richiesto agli studenti un comportamento corretto in qualsiasi occasione e momento della vita scolastica. Le trasgressioni saranno segnalate sul registro di classe e alle famiglie.

DISPOSIZIONI GENERALI SUL FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANI COLLEGIALI

Capo I: GLI ORGANI COLLEGIALI

Art. 10: Organi collegiali dell'Istituto
Gli organi collegiali operanti nell'Istituto sono: il Consiglio d'Istituto la Giunta esecutiva il Collegio dei docenti il Comitato per la valutazione del servizio dei docenti•i Consigli di classe•il Comitato studentesco
Art. 11: Convocazione e validità delle adunanze
  1. La convocazione degli organi collegiali deve essere disposta con preavviso non inferiore a cinque giorni rispetto alla data delle riunioni e deve essere effettuata con lettera diretta ai singoli membri dell'organo collegiale o mediante affissione all'albo. La lettera o l'avviso di convocazione devono indicare gli argomenti da trattare nella seduta dell'organo collegiale. Di ogni seduta dell'organo collegiale viene redatto processo verbale, firmato dal presidente e dal segretario.
  2. Ciascun organo collegiale programma le proprie attività nel tempo, in rapporto alle proprie competenze, allo scopo di realizzare, nei limiti del possibile, un ordinato svolgimento delle attività stesse.
  3. Ciascun organo collegiale opera in forma coordinata con gli altri organi collegiali o che esercitano competenze parallele, ma con rilevanza diversa o quando l'esercizio delle medesime costituisca presupposto necessario od opportuno per l'esercizio delle competenze di altro organo collegiale.
  4. Per la validità delle adunanze degli organi collegiali è richiesta la presenza di almeno la metà più uno dei componenti in carica. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi. In caso di parità prevale il voto del presidente. La votazione è segreta solo quando si faccia questione di persone.

Capo II: IL CONSIGLIO D'ISTITUTO

Art. 12: Composizione e durata
  1. Il Consiglio d'Istituto è costituito da diciannove componenti eletti dalle categorie di appartenenza, di cui otto rappresentanti del personale docente, due rappresentanti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, quattro rappresentanti dei genitori e quattro rappresentanti degli alunni. Il dirigente scolastico è membro di diritto.
  2. Il Consiglio d'Istituto dura in carica tre anni scolastici. Coloro che nel corso del triennio perdono i requisiti per essere eletti vengono sostituiti dai primi dei non eletti nelle rispettive liste. La rappresentanza studentesca viene rinnovata annualmente.
  3. Il Consiglio d'Istituto è presieduto da uno dei suoi membri, eletto a maggioranza assoluta dei suoi componenti, tra i rappresentanti di genitori degli alunni.
Art. 13: Convocazione
Il Consiglio d'istituto è convocato dal Presidente del Consiglio stesso. Il Presidente è tenuto a disporre la convocazione su richiesta del Presidente della Giunta esecutiva ovvero della maggioranza dei componenti del Consiglio stesso.
Art. 14: Competenze
  1. Il Consiglio d'Istituto elabora e adotta gli indirizzi generali e determina le forme di autofinanziamento. Esso delibera il bilancio preventivo e il conto consuntivo e dispone l'impiego dei mezzi finanziari per il funzionamento amministrativo e didattico dell'Istituto. Il Consiglio d'Istituto, fatte salve le competenze degli altri organi collegiali, ha potere deliberante, su proposta della Giunta, nelle seguenti materie:
    • adozione del regolamento d'Istituto
    • acquisto, rinnovo e conservazione delle attrezzature tecnico–scientifiche e dei sussidi didattici
    • adattamento del calendario scolastico alle specifiche esigenze ambientali
    • criteri generali per la programmazione educativa
    • criteri per la programmazione e l'attuazione delle attività parascolastiche, interscolastiche ed extrascolastiche, con particolare riguardo ai corsi di recupero e di sostegno, alle libere attività complementari, alle visite guidate, ai viaggi d'istruzione
    • promozione di contatti con altre scuole o istituti al fine di realizzare scambi di informazioni e di esperienze e di intraprendere eventuali iniziative di collaborazione
    • partecipazione dell'Istituto ad attività culturali, sportive e ricreative di particolare interesse educativo
    • forme e modalità per lo svolgimento di iniziative assistenziali esso indica altresì i criteri generali relativi:
    • alla formazione delle classi
    • all'assegnazione ad esse dei singoli docenti
    • all'adattamento dell'orario delle lezioni e delle altre attività scolastiche alle condizioni ambientali
    • al coordinamento organizzativo dei Consigli di classe.

    Esercita inoltre le funzioni in materia di sperimentazione ed aggiornamento previsti dal D.L. 297/94 (artt. 276 ss). Il Consiglio d'Istituto esercita le competenze in materia di assegnazione in uso delle attrezzature scolastiche ad altre scuole (Art.94, D.L. 297/94). Delibera, sentito per gli aspetti didattici il Collegio dei docenti, le iniziative dirette all' educazione della salute e alla prevenzione delle tossicodipendenze previste dall'Art. 106 T.U., approvato con D.P.R.n. 309/90. Si pronuncia su ogni altro argomento attribuito alla sua competenza dalle leggi e dai regolamenti oltre che dal D.L. 297/94 (T.U. delle disposizioni legislative in materia di istruzione).
Art. 15: Pubblicità delle adunanze e degli atti
  1. Alle sedute del Consiglio d'Istituto possono assistere gli elettori delle componenti rappresentate nel Consiglio stesso, ad eccezione di quando siano in discussione argomenti concernenti persone. Qualora il comportamento del pubblico non consenta l'ordinato svolgimento dei lavori o la libertà di discussione e di deliberazione, il Presidente dispone la sospensione della seduta e la sua ulteriore prosecuzione in forma non pubblica.
  2. La pubblicità degli atti del Consiglio d'istituto deve avvenire mediante affissione in apposito albo della copia integrale del verbale, sottoscritta e autenticata dal segretario del Consiglio. Non sono soggetti a pubblicazione gli atti e le deliberazioni concernenti singole persone, salvo contraria richiesta dell'interessato.

Capo III: LA GIUNTA ESECUTIVA

Art. 16: Composizione e durata
  1. La Giunta esecutiva è eletta dal Consiglio d'Istituto fra i suoi componenti ed è composta da un docente, un impiegato amministrativo o tecnico o ausiliario, da un genitore e da un rappresentante degli studenti. Ne fanno parte di diritto il dirigente scolastico ed il dirigente amministrativo che svolge anche le funzioni di segretario della medesima.
  2. Essa dura in carica tre anni scolastici. La rappresentanza studentesca viene rinnovata annualmente.
Art. 17: Competenze
  1. La Giunta esecutiva predispone il bilancio preventivo e il conto consuntivo; prepara i lavori del Consiglio d'istituto, fermo restando il diritto di iniziativa del Consiglio stesso, e cura l'esecuzione delle relative delibere.
  2. Ha altresì competenza per i provvedimenti disciplinari a carico degli alunni di cui all'ultimo comma dell'Art.5 D.P.R. n. 297/9
  3. Le deliberazioni sono adottate su proposta del rispettivo Consiglio di classe.

Capo IV: IL COLLEGIO DEI DOCENTI

Art. 18: Composizione ed adunanze
  1. Il Collegio dei docenti è composto dal personale docente a tempo indeterminato e a tempo determinato in servizio presso l'Istituto ed è presieduto dal dirigente scolastico. Ne fanno altresì parte i docenti di sostegno.
  2. Il Collegio dei docenti si insedia all'inizio di ciascun anno scolastico e si riunisceogni qualvolta il dirigente scolastico ne ravvisi la necessità oppure quando ne faccia richiesta almeno un terzo dei suoi componenti, comunque almeno una volta per ogni trimestre o quadrimestre.
  3. Nell'adottare le proprie deliberazioni il Collegio dei docenti tiene conto delle eventuali proposte e pareri dei Consigli di classe.
Art. 19: Competenze
Il Collegio dei docenti ha le seguenti competenze:
  • delibera in materia di funzionamento didattico dell'Istituto
  • elabora il Piano dell'Offerta Formativa (POF)
  • identifica e attribuisce le funzioni strumentali al POF
  • formula proposte al Dirigente scolastico per la formazione, la composizione delle classi e l'assegnazione ad esse dei docenti, per la formulazione dell'orario delle lezioni e per lo svolgimento delle altre attività scolastiche, tenuto conto dei criteri generali indicati dal Consiglio d'Istituto
  • delibera la suddivisione dell'anno scolastico in due o tre periodi •valuta periodicamente l'andamento complessivo dell'azione didattica per verificarne l'efficacia in rapporto agli orientamenti e obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell'attività scolastica
  • provvede all'adozione dei libri di testo, sentiti i Consigli di classe e, nei limiti finanziari fissati dal Consiglio d'Istituto, alla scelta dei sussidi didattici
  • adotta o promuove iniziative di sperimentazione
  • promuove iniziative di aggiornamento dei docenti
  • elegge i suoi rappresentanti nel Consiglio d'istituto
  • elegge, nel suo seno, i docenti che fanno parte del Comitato per la valutazione del servizio del personale docente
  • programma ed attua le iniziative per il sostegno degli alunni portatori di handicap
  • adotta le iniziative di sostegno e integrazione in favore degli alunni figli di stranieri residenti in Italia previste dagli Art. 115 e 116 del D.L. n. 297/94
  • su iniziativa degli stessi docenti delle rispettive classi e sentiti gli specialisti che operano in modo continuativo nella scuola, esamina i casi di scarso profitto e irregolare comportamento degli alunni allo scopo di individuare i mezzi per il loro recupero
  • esprime parere in ordine alla sospensione dal servizio per incompatibilità ambientale (Art. 468 D.L. n. 297/94) e alla sospensione cautelare (Art. 506 D.L. n.297/94)
  • esprime parere, per gli aspetti didattici, in ordine alle iniziative dirette alla educazione alla salute e alla prevenzione delle tossicodipendenze

Capo V: IL COMITATO PER LA VALUTAZIONE DEL SERVIZIO DEI DOCENTI

Art. 20: Composizione
  1. Il Comitato per la valutazione del servizio dei Docenti è composto dal Dirigente scolastico, che ne è il presidente, da tre docenti quali membri effettivi, da un genitore, da uno studente e da un membro esterno. Due docenti sono eletti dal Collegio dei docenti, il terzo dal Consiglio di Istituto. Il Comitato dura in carica tre anni scolastici
Art. 21: Competenze
Le competenze del Comitato sono le seguenti:
  • Stabilisce i criteri per la valutazione dei docenti
  • valutazione del servizio a richiesta dell'interessato e previa relazione del Dirigente scolastico (Art. 448 D.L. n. 297/94);
  • valutazione del servizio del personale docente in materia di anno di formazione (Art. 440 D.L. 297/94);
  • valutazione del servizio in materia di riabilitazione del personale docente (Art. 501 D.L. n. 297/94)

Capo VI: IL CONSIGLIO DI CLASSE

Art. 22: Composizione
  1. Il Consiglio di classe è composto dai docenti di ogni singola classe, compresi i docenti di sostegno, a titolo consultivo i docenti tecnico–pratici, gli assistenti addetti alle esercitazioni di laboratorio, due rappresentanti eletti dai genitori degli alunni iscritti alla classe e due rappresentanti degli studenti, eletti dagli studenti della classe
  2. Il Consiglio di classe è presieduto dal Dirigente scolastico oppure, su delega del medesimo, da un docente membro del Consiglio
Art. 23: Competenze
  1. Il Consiglio ha le seguenti competenze:
    • formula al Collegio dei docenti proposte in ordine all'azione educativa e didattica e ad iniziative di sperimentazione
    • agevola e favorisce i rapporti reciproci tra docenti, genitori ed alunni
    • esercita le competenze in materia di programmazione, valutazione e sperimentazione in merito alle attività integrative e di sostegno e alle iniziative di sperimentazione metodologico–didattica
    • commina agli alunni le sanzioni disciplinari comportanti la sospensione fino a quindici giorni (Art. 19 lett. d R.D. 4 maggio 1925 n. 653, abrogato dall'Art.6 del D.P.R. 24 giugno 1998 n. 249)
    • propone le sanzioni disciplinari a carico degli alunni previste dall'Art. 19, lett. e,f,g,h,i, R.D. 4 maggio 1925, n. 653)
  2. La valutazione periodica e finale degli alunni spetta al Consiglio di classe con la sola presenza dei docenti.In tale sede il consiglio di classe opera come collegio perfetto, pertanto i docenti che non possono essere presenti per causa di forza maggiore devono essere sostituiti.

Capo VII: IL COMITATO STUDENTESCO

Art. 24: Composizione
  1. Il Comitato studentesco è composto da dodici studenti: quattro rappresentanti del Consiglio d'Istituto ne fanno parte di diritto; due rappresentanti per ogni specializzazione e quattro rappresentanti per il biennio sono eletti dai rappresentanti di classe.
  2. Al suo interno vengono eletti un Presidente, un Vice–presidente e un segretario.
Art. 25: Funzioni
  1. Il Comitato studentesco svolge un ruolo di rappresentanza esponenziale delle esigenze degli studenti nei confronti dell'istituzione scolastica e di verifica del rispetto dei diritti e dei doveri degli studenti e del regolamento interno. Le sue competenze sono specificate dal regolamento interno del Comitato.
  2. Esprime parere obbligatorio sulle proposte di acquisto dei materiali destinati ai laboratori. Tali proposte dovranno pervenire al Comitato studentesco almeno 5 giorni prima della data fissata per l'adunanza del Consiglio d'Istituto.

GLI STUDENTI

Capo I: I DIRITTI DEGLI STUDENTI

Art. 26: Principi generali
  1. Lo studente ha diritto ad una formazione culturale e professionale qualificata che rispetti e valorizzi, anche attraverso l'orientamento, l' identità di ciascuno e sia aperta alla pluralità delle idee.
  2. Lo studente ha diritto di essere informato sulle decisioni e sulle norme che regolano la vita della scuola.
  3. Lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola.
  4. Gli studenti eleggono due rappresentanti per il Consiglio di classe e quattro rappresentanti per il Consiglio d'Istituto. Le elezioni si svolgono annualmente con le modalità previste da una ordinanza del Ministro della pubblica istruzione.
  5. II rappresentanti di classe partecipano con diritto di parola alle riunioni del Consiglio di classe fornendo il loro contributo in tema di programmazione e definizione degli obiettivi didattici, di criteri di valutazione, di scelta dei libri e del materiale didattico.
Art. 27: Le assemblee studentesche
  1. Le assemblee studentesche costituiscono occasione di partecipazione democratica per l'approfondimento dei problemi della scuola e della società in funzione della formazione culturale e civile degli studenti.
  2. Le assemblee studentesche possono essere di classe o d'istituto
  3. I rappresentanti di classe possono convocare un'assemblea di classe al mese nel limite di due ore di lezione, oppure due assemblee da un'ora. La richiesta deve essere fatta in forma scritta e inoltrata alla presidenza almeno cinque giorni prima della data fissata, salvo che ci siano comprovati motivi d'urgenza. Essa deve contenere l'elenco dei punti che verranno discussi durante l'assemblea. L'assemblea di classe non può essere tenuta sempre lo stesso giorno della settimana. Altra assemblea mensile può svolgersi fuori dell'orario delle lezioni,subordinatamente alla disponibilità dei locali.
  4. Il comitato studentesco o il 10% degli studenti possono convocare un'assemblea d'istituto al mese nel limite delle ore di lezione di una giornata. In relazione al numero degli alunni ed alla disponibilità dei locali, l'assemblea d'istituto può articolarsi in assemblea di classi parallele. La richiesta deve essere fatta in forma scritta e inoltrata alla presidenza almeno cinque giorni prima della data fissata. Essa deve contenere l'elenco dei punti che verranno discussi durante l'assemblea. Altra assemblea mensile può svolgersi fuori dell'orario delle lezioni, subordinatamente alla disponibilità dei locali. Alle assemblee di istituto svolte durante l'orario delle lezioni può essere richiesta la partecipazione di esperti di problemi sociali, culturali, artistici e scientifici, indicati dagli studenti unitamente agli argomenti da inserire all'ordine del giorno. Detta partecipazione deve essere autorizzata dal Consiglio d'istituto. Non possono essere tenute, con la partecipazione di esperti, più di quattro assemblee all'anno.
  5. A richiesta degli studenti, le ore destinate alle assemblee possono essere utilizzate per lo svolgimento di attività di ricerca, di seminario e di lavori di gruppo.
  6. Non possono aver luogo assemblee nel mese conclusivo delle lezioni. All'assemblea di classe o di istituto possono assistere, oltre al dirigente scolastico od un suo delegato, i docenti che lo desiderino. È prassi dell'istituto che gli insegnanti nelle cui ore si svolge l'assemblea esercitino la sorveglianza dall'esterno dell'aula. Il dirigente scolastico ha potere d'intervento nel caso di constatata impossibilità di ordinato svolgimento dell'assemblea.
  7. Agli studenti e ai loro genitori, previa autorizzazione della presidenza, è concessa l'utilizzazione delle aule in orario extrascolastico per incontri di studio, seminari, riunioni aventi carattere culturale in relazione alle problematiche della vita scolastica. A tali riunioni è permessa la partecipazione delle altre componenti della scuola.
Art. 28: Diritto di affissione
  1. Gli studenti hanno diritto ad uno spazio per l'affissione di manifesti, articoli di stampa e di altre comunicazioni purché aventi contenuto non contrario al codice penale
  2. La durata delle affissioni è di cinque giorni.
  3. È vietata la propaganda politica in periodo elettorale.
Art. 29: Diritto alla valutazione
  1. Lo studente ha diritto ad una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un processo di autovalutazione che lo conduca a individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento.
  2. Lo studente ha diritto di conoscere le valutazioni che lo riguardano, debitamente motivate, immediatamente per le verifiche orali e non oltre il ventesimo giorno dallo svolgimento per quelle scritte.
  3. Le valutazioni vengono riportate sul registro elettronico, direttamente consultabile mediante accesso al sito dell'Istituto. Il registro elettronico ha valore informativo, e nel caso di difformità fra la valutazione riportata sul registro cartaceo e quello elettronico, prevale la prima.
  4. Lo studente ha diritto di motivare in forma corretta e rispettosa ai docenti e alla Presidenza le sue osservazioni e considerazioni in merito alle valutazioni.
Art. 30: Diritto alla riservatezza
  1. Lo studente ha diritto alla tutela della riservatezza. Dati, informazioni, ed ogni altra notizia riguardante la sua persona possono essere rilasciate solo su richiesta o autorizzazione dell'interessato, se maggiorenne, o dei suoi rappresentanti legali.
Art. 31: Studenti stranieri
  1. Gli studenti stranieri hanno diritto al rispetto della vita culturale e religiosa della comunità alla quale appartengono, sempreché ciò non comporti la violazione delle leggi italiane.
Art. 32: Diritto alla consultazione
  1. Gli studenti possono esprimere la loro opinione mediante una consultazione nei casi in cui una decisione influisca in modo rilevante sull'organizzazione della scuola.

Capo II: I DOVERI DEGLI STUDENTI

Art. 33: Frequenza scolastica e giustificazioni
  1. Gli studenti sono tenuti a frequentare regolarmente i corsi e ad assolvere assiduamente agli impegni di studio.
  2. I genitori o i tutori devono giustificare le assenze degli alunni in modo tempestivo, servendosi dei fogli del libretto personale debitamente compilato e firmato. Tale firma deve essere conforme a quella apposta in calce al libretto. Gli studenti maggiorenni possono giustificare personalmente le assenze.
  3. Il docente della prima ora è delegato dal dirigente scolastico in via permanente a giustificare le assenze dei giorni precedenti. Dopo aver constatato la validità della firma, egli sottoscrive la giustificazione e ne fa menzione nell'apposito spazio del giornale di classe.
  4. In caso di mancata tempestiva giustificazione, l'alunno viene ammesso in classe dal docente. Se privo di giustificazione anche il giorno successivo l'alunno viene ammesso in classe con l'autorizzazione della presidenza, annotata sul giornale di classe. Il terzo giorno l'alunno che non ha ancora provveduto alla giustificazione dell'assenza non è autorizzato ad entrare nell'Istituto.
  5. Non sono ammesse giustificazioni cumulative di assenze non consecutive.
Art. 34: Permessi
  1. Gli alunni in ritardo rispetto agli orari di inizio delle lezioni sono ammessi in classe con il permesso della presidenza. Salvo comprovate necessità, gli alunni non sono ammessi in classe oltre la prima ora di lezione.
  2. In via ordinaria il permesso di uscita anticipata viene rilasciato solo per l'ultima ora di lezione. Gli alunni possono lasciare l'Istituto prima del termine delle lezioni solo eccezionalmente per gravi motivi di famiglia o per comprovate visite o analisi mediche debitamente documentate. La richiesta deve essere scritta dal genitore o dal tutore o dall'alunno maggiorenne, servendosi del foglio del libretto personale e presentata alla presidenza prima dell'inizio delle lezioni.
  3. Non è consentito all'alunno allontanarsi dalle lezioni pomeridiane senza il permesso di uscita. Diversamente, l'assenza sarà considerata non giustificata e ne verrà data comunicazione ai genitori.
  4. Le giustificazioni di assenze e le richieste di permessi vanno intese solo quali proposte. Il dirigente scolastico ha facoltà di reputare non giustificabili le assenze e non concedere permessi nonostante le dichiarazioni delle famiglie o degli studenti maggiorenni.
Art. 35: Permessi per problemi di trasporto
(Omissis)
Art. 36: Astensione collettiva dalle lezioni
  1. L'astensione collettiva dalle lezioni è generalmente considerata assenza ingiustificata. In caso di comportamento scorretto degli alunni (assenze strategiche), il Consiglio di classe decide gli opportuni provvedimenti disciplinari.
  2. In occasione di manifestazioni pubbliche a carattere nazionale o locale, il dirigente scolastico ha facoltà di dispensare gli alunni dal dovere di giustificare l'assenza, in considerazione del valore di partecipazione democratica alla vita civile. I genitori o i tutori degli alunni minorenni sono tenuti comunque a comunicare alla presidenza di essere a conoscenza della partecipazione degli alunni all'astensione collettiva. In caso di astensione collettiva prolungata per più giorni, il dirigente scolastico stabilisce di volta in volta le modalità di riammissione.
Art. 37: Autogestione ed occupazione
  1. Le proteste degli alunni che si concretizzano nell'autogestione dell'attività didattica e nell'occupazione dell'istituto non possono essere autorizzate dal dirigente scolastico. Tali fenomeni possono configurare violazione della legge penale ai sensi dell'Art. 340 c.p. (Interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità).
  2. Non rientrano in questa fattispecie le giornate dello studente organizzate facendo ricorso alle ore destinate alle assemblee d'istituto.
Art. 38: Comportamento
  1. Nell'esercizio dei loro diritti e nell'adempimento dei loro doveri gli studenti sono tenuti a mantenere un comportamento corretto
  2. Gli alunni sono tenuti ad avere nei confronti del dirigente scolastico, dei docenti, del personale tutto della scuola e dei loro compagni lo stesso rispetto che chiedono per se stessi.
  3. Al suono della campanella che segnala l'inizio delle lezioni, gli alunni devono trovarsi ai propri posti nelle aule, nei laboratori o nelle officine. Non è loro consentito di uscire dall'aula al cambio dell'ora, salvo autorizzazione dell'insegnante che subentra.
  4. Lo spostamento degli alunni dell'intera classe da un locale ad un altro dell'Istituto deve essere effettuato in ordine, in silenzio e il più celermente possibile.
  5. È facoltà dei docenti concedere agli alunni il permesso di temporaneo allontanamento dall'aula per potersi recare ai servizi. Tale permesso deve essere concesso ad un alunno per volta e per il tempo strettamente necessario. In prossimità della fine dell'ora di lezione il permesso deve essere chiesto all'insegnante dell'ora successiva.
  6. Gli studenti hanno l'obbligo di tenere un contegno corretto nell'ambito dell'Istituto. Essi devono vestire decorosamente e, nella stagione calda, evitare di indossare un abbigliamento più consono ai luoghi di vacanza che alla scuola. Devono inoltre astenersi da manifestazioni esplicite di carattere sessuale. Negli spazi comuni dell'Istituto e soprattutto durante le ore di lezione devono tenere un tono di voce civile ed evitare inutili schiamazzi. È dovere della presidenza e dei docenti richiamare gli alunni al rispetto di tali disposizioni.
Art. 39: Utilizzo e conservazione del patrimonio scolastico
  1. Gli studenti sono tenuti ad osservare le disposizioni organizzative e di sicurezza stabilite dalla presidenza e dalle leggi dello Stato.
  2. Gli studenti sono tenuti ad utilizzare correttamente le strutture, i macchinari e i sussidi didattici e a comportarsi nella vita scolastica in modo da non arrecare danni al patrimonio della scuola.
  3. All'inizio di ogni anno scolastico, la classe prende atto dello stato dell'aula, dei suoi arredi, delle suppellettili e delle dotazioni, facendosi carico di seguirne la buona conservazione. Eventuali guasti o danneggiamenti dovuti ad usura o ad incidenti involontari saranno riparati a carico della scuola senza alcun addebito per gli studenti. Nell'eventualità che i guasti o danneggiamenti non siano accidentali, ma dovuti a negligenza o vandalismo, sarà richiesta la riparazione a carico dei diretti responsabili o comunque degli utenti abituali. Tali comportamenti sono punibili anche ai sensi dell'Art. 635 punto 3) c.p. (danneggiamento aggravato). Inoltre è competenza del Consiglio di classe decidere gli opportuni provvedimenti disciplinari.

Capo III: DIVIETI

Art. 40: Divieto di fumo e di turpiloquio (richiamo)
  1. Oltre al già menzionato divieto di fumo nei locali dell'Istituto (Art. 9 punto 1 del presente regolamento), al divieto assoluto di fumo per gli studenti di età inferiore ai sedici anni (Art. 9 punto 2 reg. cit.) e al divieto di turpiloquio (Art. 8 reg. cit.), gli alunni hanno l'obbligo di osservare i divieti di questo capo.
Art. 41: Divieto di sporcare
  1. Gli studenti condividono la responsabilità di rendere accogliente l'ambiente scolastico e di averne cura come importante fattore di qualità della vita della scuola. È assolutamente vietato sputare e lasciare rifiuti per terra. I trasgressori saranno deferiti al Dirigente scolastico per gli opportuni provvedimenti disciplinari e di pulizia.
Art. 42: Divieto di utilizzo di introduzione di materiale non didattico
  1. È fatto divieto agli studenti di utilizzare durante le ore di lezione qualsiasi oggetto o pubblicazione non pertinenti alla finalità educativa della scuola. In particolare è vietato portare con sé coltelli, cutter e qualsiasi altro oggetto che possa essere usato come arma impropria.
  2. È altresì vietato utilizzare o mantenere attivi telefoni cellulari, radio, walkman e altri apparecchi estranei all'attività didattica.
  3. È assolutamente vietato introdurre, consumare, scambiare sia a titolo gratuito che a titolo oneroso sostanze illegali in tutta l'area dell'Istituto. Oltre agli inevitabili provvedimenti disciplinari, i trasgressori saranno segnalati all'autorità competente in materia. Del pari è vietato introdurre e consumare nell'Istituto bevande alcoliche.
Art. 43: Divieto di sosta inoperosa presso il bar
  1. Dopo il suono della campanella che segnala l'inizio delle lezioni e, di norma, durante le ore di lezione, gli alunni non devono sostare inoperosamente presso il locale del bar. Il Dirigente scolastico o i docenti devono invitare gli alunni a rientrare immediatamente nella loro aula.
  2. Le reiterazioni di tali comportamenti saranno segnalate ai rispettivi Consigli di classe per gli opportuni provvedimenti disciplinari.
Art. 44: Divieto di utilizzazione del registro di classe
  1. Il registro di classe è un atto pubblico: la sua compilazione è di esclusiva competenza dei docenti, del Dirigente scolastico o di un suo delegato.Gli alunni possono solo consultarlo.
  2. È fatto divieto agli alunni di scrivere, scarabocchiare o danneggiare tale documento. Qualora tali comportamenti richiedano la sua sostituzione, gli alunni responsabili o la classe rifonderanno l'Istituto del danno versando una somma di denaro pari al prezzo del registro.
  3. Fatta salva la competenza del Consiglio di classe di adottare gli opportuni provvedimenti disciplinari, tali comportamenti sono punibili anche ai sensi degli 476 c.p. (Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atto pubblico) e 482 (Falsità materiale commessa dal privato).
Art. 44 bis: Divieto di allontanamento dall'Istituto
  1. Durante l'intervallo è fatto divieto agli alunni di allontanarsi dall'Istituto (Art.1 punto 2).

Capo IV: ALUNNI MAGGIORENNI

Art. 45: Capacità dell'alunno maggiorenne
  1. Con il compimento del diciottesimo anno di età l'alunno diventa maggiorenne ed acquista la capacità di compiere in nome e per conto proprio tutti gli atti giuridici inerenti il suo rapporto con l'istituzione scolastica. Egli può firmare la pagella e le giustificazioni delle assenze oltreché i permessi di entrata posticipata e uscita anticipata nel rispetto delle regole previste dal presente regolamento. Può chiedere la produzione della documentazione che lo riguarda.
  2. L'alunno maggiorenne è invitato a dare il consenso scritto al trattamento dei dati personali ex Art. 27 L. 31/12/1996 e successive modificazioni. Tale consenso ha per oggetto anche le informative alla famiglia circa l'andamento scolastico e le assenze. In caso di mancata prestazione del consenso sarà cura della presidenza informare la famiglia della decisione dell'alunno

Capo V: DISCIPLINA

Art. 46: Finalità dei provvedimenti disciplinari
  1. I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all'interno della comunità scolastica.
Art. 47: Principi generali in materia di responsabilità disciplinare
  1. La responsabilità disciplinare è personale e le sanzioni sono adottati secondo criteri di trasparenza. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni con lettera diretta al Dirigente scolastico e/o al coordinatore di classe. Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto.
  2. Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione disciplinare e ispirate, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno. Esse tengono conto della situazione personale dello studente. Allo studente è sempre offerta la possibilità di convertirle in attività in favore della comunità scolastica.
  3. L'applicazione delle sanzioni non esclude la responsabilità dell'alunno al risarcimento dei danni arrecati a cose e presone.
  4. Le sanzioni e i provvedimenti che comportano l'allontanamento dalla comunità scolastica sono sempre adottati da un organo collegiale, previa verifica della sussistenza di elementi concreti e precisi e devono specificare in maniera chiara le motivazioni.
  5. Il temporaneo allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto solo in caso di gravi o reiterate infrazioni disciplinari.
  6. Nei periodi di allontanamento deve essere previsto, per quanto possibile, un rapporto con lo studente e con i suoi genitori tale da preparare il rientro nella comunità scolastica.
  7. L'allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto anche quando siano stati commessi reati o vi sia pericolo per l'incolumità delle persone. In tal caso la durata dell'allontanamento è commisurata alla gravità del reato ovvero al permanere della situazione di pericolo.
  8. Nei casi in cui l'autorità giudiziaria, i servizi sociali o la situazione obiettiva rappresentata dalla famiglia o dallo stesso studente sconsiglino il rientro nella comunità scolastica di appartenenza, allo studente è consentito di iscriversi, anche in corso d'anno, ad altra scuola.
  9. In nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell'altrui personalità.
  10. Le sanzioni per le mancanze disciplinari commesse durante le sessioni d'esame sono inflitte dalla Commissione d'esame e sono applicabili anche ai candidati esterni.
Art. 48: Provvedimenti disciplinari
I comportamenti degli studenti in contrasto con le finalità civili e formative della scuola vengono sanzionati con i seguenti provvedimenti:
  1. ammonizione orale;
  2. nota scritta;
  3. censura scritta;
  4. allontanamento dalla comunità scolastica per un periodo non superiore a quindici giorni;
  5. allontanamento dalla comunità scolastica per un periodo superiore a quindici giorni;
  6. allontanamento dalla scuola fino al termine dell'anno scolastico;
  7. esclusione dello studente dallo scrutinio finale o non ammissione all'esame di Stato conclusivo del corso di studi scolastico.
a) ammonizione orale
La sanzione dell'ammonizione orale è applicata nel caso di comportamenti scorretti, ma non gravi quali:
  • breve ed occasionale ritardo;
  • mancanza di interesse, attenzione e partecipazione alla vita scolastica;
  • disturbo occasionale durante le lezioni;
  • mancanza del libretto per le comunicazioni scuola-famiglia;
  • abbigliamento non adatto ad un ambiente scolastico.
b) nota scritta
La sanzione della nota scritta sul libretto personale e sul registro di classe, comunicata alla presidenza, è applicata nel caso di comportamenti gravi quali:
  • reiterazione dei comportamenti di cui all'articolo precedente;
  • assenze e ritardi ingiustificati;
  • urla e schiamazzi nelle aule, durante il cambio dell'ora, nei corridoi, durante gli spostamenti da un luogo all'altro dell'edificio;
  • mancanza di rispetto non integrante offesa nei confronti del Dirigente scolastico, degli insegnanti, dei compagni e del personale ausiliario;
  • turpiloquio e/o bestemmie;
  • intrattenimento in giochi personali o di società durante le attività didattiche;
  • comportamenti diretti intenzionalmente a sporcare aule, laboratori, incisione e scritte su banchi e/o porte;
  • presenza non giustificata in ambienti scolastici interdetti al personale non autorizzato;
  • introduzione e utilizzo improprio di materiale non didattico di cui all'Art.42 del Regolamento d'Istituto;
  • uso improprio di cellulari ed altri apparecchi elettronici;
  • violazione del divieto di fumare.
Nei casi previsti alle lettere i) e j) è previsto il sequestro del bene e la sua riconsegna ai genitori dell'alunno minorenne il giorno successivo o dopo due giorni agli alunni maggiorenni.

c) censura scritta
La sanzione della censura scritta può essere applicata per i seguenti comportamenti:
  • reiterazione dei comportamenti di cui all'articolo precedente;
  • lancio di oggetti pericolosi per l'incolumità altrui;
  • danneggiamento involontario di attrezzature e strutture;
  • propaganda e teorizzazione della discriminazione nei confronti di altre persone per motivi di razza, religione, sesso, opinioni politiche, condizioni sociali.

La censura scritta può essere sempre applicata in alternativa alla sanzione dell'allontanamento temporaneo dalla comunità scolastica qualora il Consiglio di classe la ritenga più idonea al ravvedimento dell'alunno in considerazione di particolari circostanze che ne abbiano caratterizzato il comportamento o di peculiari condizioni personali.

d) allontanamento dalla comunità scolastica per un periodo non superiore a quindici giorni
La sanzione dell'allontanamento dalla comunità scolastica per un periodo non superiore a quindici giorni può essere comminata per comportamenti ritenuti gravi fra cui si indicano:
  • reiterazione dei comportamenti di cui all'articolo precedente;
  • danneggiamento volontario di attrezzature e strutture;
  • minacce e violenza verso le persone;
  • violenza fisica verso persone o animali;
  • offesa alla persona del docente, degli ausiliari, dei compagni e delle loro famiglie;
  • offese alla religione, alla disabilità, alla malattia;
  • abbandono delle lezioni senza autorizzazione;
  • allontanamento dall'Istituto durante l'intervallo;
  • introduzione di estranei nell'Istituto;
  • introduzione ed utilizzo nell'Istituto di sostanze alcoliche e/o stupefacenti;
  • falsificazione di atti e/o documenti;
  • violazione delle norme di sicurezza e dei regolamenti degli spazi attrezzati;
  • utilizzo e diffusione con qualsiasi mezzo (cartaceo, informatico, telematico ecc.) di immagini non autorizzate e lesive della dignità e della privatezza di insegnanti, personale ausiliario e alunni, oltreché dell'istituzione scolastica.

e) allontanamento dalla comunità scolastica per un periodo superiore a quindici giorni;
La sanzione dell'allontanamento dalla comunità scolastica per un periodo superiore a quindici giorni può essere comminata dal Consiglio d'Istituto, previo parere del Consiglio di classe, per comportamenti gravissimi fra cui si indicano:
  • reiterazione dei comportamenti di cui all'articolo precedente;
  • gravi e ripetute offese, violenze fisiche e/o psicologiche lesive della dignità personale dei componenti della comunità scolastica e, in particolare, verso i compagni più deboli;
  • gravi comportamenti che espongono a pericolo l'incolumità delle persone (incendi, allagamenti, uso e spaccio di sostanze non lecite; violenze sessuali, partecipazione a risse);
  • furti accertati a danno dell'Istituto, dei compagni, del personale interno ed esterno e degli utenti in generale.

Durante il suddetto periodo la scuola promuove un percorso di recupero educativo mirato all'inclusione e al reintegro nella comunità scolastica in collaborazione con la famiglia dello studente ed eventualmente con i servizi sociali e l'autorità giudiziaria.

f) allontanamento dalla scuola fino al termine dell'anno scolastico;
La sanzione dell'allontanamento dalla comunità scolastica fino al termine dell'anno scolastico può essere comminata dal Consiglio d'Istituto, previo parere del Consiglio di classe, in casi di eccezionale gravità, di recidiva di comportamenti violenti previsti dal precedente articolo, tali da determinare apprensione a livello sociale per i quali non sono esperibili interventi di inserimento responsabile e tempestivo nella comunità durante l'anno scolastico.

g) esclusione dello studente dallo scrutinio finale o non ammissione all'esame di Stato conclusivo del corso di studi scolastico
Le sanzioni dell'esclusione dello studente dallo scrutinio finale e della non ammissione all'esame di Stato possono essere comminate dal Consiglio d'Istituto, previo parere del Consiglio di classe, nei casi di gravissime e reiterate violazioni previste dall'Art. 6, per le quali non siano esperibili interventi per un reinserimento responsabile dello studente nella comunità scolastica.
Qualora i suddetti comportamenti si verificassero nel corso dell'esame di Stato, l'organo abilitato a comminare le sanzioni è la Commissione esaminatrice.
Art. 48 bis: Procedimento disciplinare per le sanzioni della censura e dell'allontanamento dalla comunità scolastica
Le sanzioni disciplinari della censura e dell'allontanamento dello studente dalla comunità scolastica per un periodo non superiore a quindici giorni, sono deliberate dal Consiglio di classe nella sola componente docenti e presieduto dal Dirigente scolastico o da un suo delegato. Il Consiglio di classe è validamente costituito se sono presenti almeno i 2/3 dei docenti e delibera a maggioranza assoluta dei presenti. In caso di parità il voto di chi presiede il Consiglio è conteggiato doppio. Le sanzioni che prevedono l'allontanamento dalla comunità scolastica per un periodo superiore a quindici giorni o fino al termine dell'anno scolastico o dell'esclusione dello studente dallo scrutinio finale o la non ammissione all'esame di Stato sono deliberate dal Consiglio d'Istituto, previo parere del Consiglio di classe. Il DS o il coordinatore della classe avviano la procedura mediante notificazione scritta allo studente e, se minore, anche alla sua famiglia. La notificazione deve contenere:
  • il nome dell'alunno;
  • la narrazione breve del fatto;
  • l'indicazione del giorno, dell'ora e del luogo in cui si è verificato;
  • la data, l'ora della sua comparizione dinnanzi il Consiglio d'Istituto o il Consiglio di classe in sessione disciplinare;
  • l'invito a presentare eventuale memoria scritta per sostenere la propria difesa;
  • l'invito rivolto ai genitori dell'alunno minorenne a presenziare la riunione.
Con le stesse modalità possono essere convocati anche alunni non coinvolti, ma informati dei fatti. Il DS o il coordinatore aprono la sessione disciplinare del Consiglio d'Istituto o del Consiglio di classe e, in quest'ultimo caso alla sola presenza dei docenti, illustra brevemente i fatti così come risultano dall'istruttoria da essi svolta in precedenza. L'alunno viene quindi convocato avanti il Consiglio d'Istituto o il Consiglio di classe ed invitato ad esporre la propria versione dei fatti. I componenti dell'organo collegiale possono rivolgergli domande di chiarimento. Esaurita la deposizione dell'alunno, il Consiglio d'Istituto o il Consiglio di classe possono sentire, se presenti, i genitori dell'alunno o altri alunni informati dei fatti. Al termine delle audizioni il Consiglio d'Istituto o il Consiglio di classe nella sola componente dei docenti si riuniscono per procedere alla discussione sula responsabilità dell'alunno e sul tipo di provvedimento da adottare. Le decisioni, debitamente motivate, vengono comunicate per iscritto all'alunno e, se minore, anche alla famiglia. Dell'intero procedimento viene redatto processo verbale al quale devono essere allegate copia delle comunicazioni di convocazione e copia del provvedimento disciplinare.
Art. 49: Ricorso avverso le sanzioni disciplinari
Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso all'Organo di garanzia interno alla scuola da parte di chiunque abbia interesse entro dieci giorni dalla comunicazione. L'Organo di garanzia deve esprimersi entro i successivi dieci giorni. Avverso le decisioni dell'Organo di garanzia interno alla scuola è possibile ricorrere all'Organo di garanzia regionale entro quindici giorni dalla comunicazione.
Art. 49bis: Organo di Garanzia
L'Organo di garanzia interno è composto dal D.S. che lo presiede, due docenti designati dal Collegio dei docenti, un genitore e un alunno designati dal Consiglio d'Istituto. Sono eletti o nominati, per gli stessi componenti, lo stesso numero di membri supplenti. Le decisioni dell'Organo di garanzia sono adottate alla presenza di tutti i suoi componenti, con voto segreto e a maggioranza assoluta. La convocazione dell'Organo di garanzia viene disposta dal DS con preavviso non inferiore a cinque giorni di anticipo rispetto alla data della riunione. Il ricorso deve essere presentato presso la segreteria dell'Istituto con memorie e documentazione dei fatti. Ricevuto il ricorso il D.S. provvede a reperire atti, testimonianze e memorie dall'organo che propone la sanzione. L'Organo di garanzia resta in carica un anno e decide, su richiesta degli studenti o di chiunque vi abbia interesse, anche su conflitti che sorgono all'interno della scuola in merito all'applicazione dello Statuto delle studentesse e degli studenti del regolamento d'Istituto, di cui il presente codice fa parte integrante.

I DOCENTI

Capo I: DIRITTI ED OBBLIGHI

Art. 50: Diritti ed obblighi (richiamo)
  1. I diritti e gli obblighi del personale docente sono disciplinati dal CCNL e dalla normativa in materia di lavoro applicabile al pubblico impiego. Essi sono funzionali all'orario di servizio stabilito dal piano delle attività didattiche dell'Istituto.

Capo II: DISPOSIZIONI RELATIVE ALL'ORGANIZZAZIONE E ALLO SVOLGIMENTO DELL'ATTIVITÀ DIDATTICA

Art. 51: Obblighi di servizio
  1. Ogni docente in servizio deve essere presente almeno cinque minuti prima dell'inizio dell'ora per consentire il puntuale avvio della lezione.
  2. Il docente a disposizione deve essere presente in Istituto al fine di consentire la sollecita sostituzione dei colleghi assenti.
  3. Durante l'ora di ricevimento delle famiglie i docenti devono rimanere nello spazio riservato a tale attività.
  4. Qualora la classe fosse impegnata in attività non curricolari organizzate dall'Istituto e approvate dal Consiglio di classe, il docente nelle cui ore si svolgono tali attività deve rimanere con i propri alunni per garantire l'assistenza.
Art. 52: Divieti
  1. I docenti sono tenuti a rispettare i divieti di carattere generale previsti dal presente regolamento (divieto di fumo, di turpiloquio ecc.)
  2. I docenti avranno cura di non impartire lezioni private a studenti dell'Istituto e di non indicare ai genitori o ai parenti degli studenti nominativi di colleghi a cui rivolgersi per le ripetizioni.
  3. È fatto divieto ai docenti di accettare per qualsiasi motivo doni individuali degli studenti o delle loro famiglie.
Art. 53: Tenuta dei registri
  1. Ciascun docente registra la presenza apponendo il proprio nome sul registro di classe con riferimento alle ore di lezione della materia insegnata. Egli è tenuto ad aggiornare costantemente il registro personale, avendo cura di annotare le assenze e le valutazioni riportate dagli alunni. Queste ultime devono essere altresì inserite nel registro elettronico entro dieci giorni, se orali, e venti giorni se scritte, pratiche o se si tratta di valutazioni di test validi per l'orale.
Art. 54: Vigilanza
  1. Ciascun docente vigila sul comportamento degli studenti, anche non appartenenti alle proprie classi, segnalando al Dirigente scolastico i casi di mancato rispetto delle norme regolamentari o i comportamenti anomali
  2. Ciascun docente deve svolgere la vigilanza durante l'intervallo con le modalità stabilite dalla presidenza.
Art. 55: Valutazioni
  1. Ciascun docente deve effettuare almeno due valutazioni orali e due scritte per quadrimestre. Le prime valutazioni (orale e scritta) devono essere completate entro la fine del mese di novembre per il primo quadrimestre ed entro la fine del mese di aprile per il secondo quadrimestre.
Art. 56: Comunicazioni
  1. Sono a disposizione dei docenti i seguenti libri:
    • libro delle circolari
    • libro albo
    L'inserimento delle comunicazioni nei libri sopra indicati costituisce presunzione di conoscenza del loro contenuto.
Art. 57: Revisione del regolamento
  1. Il presente regolamento può essere modificato dal Consiglio d'Istituto su proposta di ogni singola componente della comunità scolastica.


I.T.I.S. "Magistri Cumacini"

via Colombo loc. Lazzago
22100 COMO
Cod. Fisc. : 80014660130
Cod. Minist.: COTF01000T
tel. 031.590.585
fax 031.525.005
e-mail: info@magistricumacini.it
e-mail certificata: info@pec.magistricumacini.it
codice univoco fatture elettroniche: UFAO5K

PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI:
e-mail: cotf01000t@istruzione.it
e-mail certificata: cotf01000t@pec.istruzione.it

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